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tassinari

Wilma Tassinari in arte e in senso beneaugurale abbreviato in “ViTa” è un’artista poliedrica, vegan, principalmente dedita al canto come musicista jazz e generi affini.
Il disegno è una forma di espressione che ha sempre coltivato collateralmente, ama creare personaggi strani, diversi dall’abituale, in forma tragicomica ma con dignità, la volontà è quella di esprimere il concetto di dignità appunto ritrovandolo nel buffo, nel grottesco e nel diverso dall’umano.  

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Testo e opere di Dóra Zambó per Veganzetta


Adoro i Maiali.

Si è sviluppata in me un’attrazione inconscia verso questi Animali intelligentissimi, che agli occhi della gente appaiono opulenti, sporchi, pigri o come pezzi di carne su un piatto o bistecche sulla griglia.
Digitando il sostantivo “maiale” in un motore di ricerca, le associazioni visive e testuali riportano caratteristiche, e luoghi comuni pieni di pregiudizi riflettendo l’immagine che la nostra cultura si è fatta di scrofe e verri. Questo essere senziente subisce l’aberrazione umana sin dall’antichità, e la cosiddetta civilizzazione occidentale anziché dargli tregua, peggiora le sue sorti. Non lo risparmia nessuna disciplina: medicina, alimentazione, linguistica, arte e religione, insieme ne sfruttano corpo e anima.
Avendo trascorso da adolescente molte estati nella fattoria dei miei nonni, imparai a comprenderla da un unico punto di vista, cioè dal loro. Il rapporto tra contadino e Animale s’intese in un’unica direzione rigida e inconfondibile senza mai un pizzico di coinvolgimento sentimentale: l’Umano equivale al proprietario profittatore, e l’Animale alla bestia e al guadagno. Tale formula valeva nelle piccole fattorie come nella crescente industria zootecnica, e a tutt’oggi rimane incontestabile dalla maggioranza delle persone.  

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Im freien - Hartmut KiewertIntervista di Veganzetta all’artista tedesco Hartmut Kiewert


Quando hai cambiato il tuo punto di vista sugli Animali?
Hai avuto un’esperienza particolare che ti ha spinto a cambiare?

Il mio è stato un processo lungo. Quando avevo circa sette o otto anni, avevo una Cavia e mi chiedevo come mai gli Umani facessero così tanta differenza nel modo di trattare gli Animali “d’affezione” e quelli chiamati “d’allevamento” come Maiali e Mucche.

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