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Questa fotografia, scattata dal fotografo Sergey Gorshkov, ha vinto il Wildlife Photographer of the Year 2020. È stata realizzata (sembra incredibile!) con una trappola fotografica nell’estremo oriente russo e ci mostra una Tigre siberiana che abbraccia un albero, un antico Abete della Manciuria. Il senso di protezione e di amore che questo grande Felino sembra dimostrare per l’Abete ci arriva come il simbolo perfetto di una terra recentemente martoriata. Nel 2019 infatti, centinaia di incendi hanno devastato la Siberia, mandando in cenere oltre 5 milioni di ettari di foresta.
Il numero di Animali morti tra le fiamme è incalcolabile. Le Tigri siberiane, note anche come Tigri dell’Amur, sono a un passo dall’estinzione (si calcola che ne siano rimaste circa 500) e la loro sopravvivenza dipende strettamente dalla conservazione dell’habitat forestale, dove la Tigre caccia e si riproduce. Purtroppo il taglio legale e illegale delle foreste, la diminuzione delle prede a causa della competizione con l’attività venatoria esercitata legalmente dalle comunità locali e (inevitabilmente) il bracconaggio, non lasciano molte speranze alle nuove generazioni. Molto probabilmente i nostri nipoti, per vedere la Tigre dell’Amur dovranno accontentarsi di fotografie come questa. D’altra parte neppure le foreste godono di buona salute. I cambiamenti climatici, in gran parte causa degli incendi, ne hanno ridotto del 30% la superficie. Forse varrà la pena conservare questo scatto anche per ricordarsi degli alberi. Proprio a causa della rarità delle Tigri questa immagine è considerata, oltre che simbolica, anche rara da ottenere. Un evento straordinario.
La storia dell’autore è altrettanto bella. Si tratta di un cacciatore pentito che ha passato la maggior parte dei suoi anni a sparare agli Animali selvatici. Questo prima che un viaggio in Africa e l’incontro con un Leopardo cambiassero il corso della sua vita. Da quel momento, Gorshkov, ha dedicato la sua esistenza a scattare foto di Animali per mostrare la bellezza di ciò che rischiamo di perdere. Ha abbandonato il fucile e scelto la macchina fotografica. A questo punto, la speranza è che anche questa si riveli un’arma. Contro l’ignoranza dell’Umano, che sta asfaltando tutto.
Francesco Cortonesi
Fonti:
BBC: www.bbc.com/news/science-environment-54518336
Wildlife Photographer Of The Year 2020: www.nhm.ac.uk/wpy
Profilo Facebook di Sergey Gorshokov: www.facebook.com/gorshkov.photo
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Commovente.
Bellissima immagine, bellissima storia.
Spero che prima delle tigri si estingua l’uomo… così forse ci sarà speranza per le altre specie animali e non..
Lo spero anch’io …
Pienamente d’accordo Cristina. Osservo troppa cattiveria che dilaga proprio come una micidiale macchia di olio velenoso… mi manca il respiro, non so piu’ dove guardare e piango
E’ una immagine magica, quasi sacra
che bellissima storia <3